Streaming Inter Slavia Praga Gratis Come vedere Diretta Live Tv Rojadirecta (ore: 18:55)

Antonio Conte è pronto ad allargare ulteriormente la sua rosa di titolari. In tre gare di campionato, se si esclude Handanovic, il tecnico pugliese ha già schierato quattordici giocatori di movimento dal primo minuto, ricevendo mediamente in cambio tutte buone prestazioni.

L’unico che ancora sta faticando a prendere confidenza è Barella, sostituito all’intervallo con l’Udinese perché a rischio secondo giallo. Detto ciò, domani sera ci sarà l’esordio in Champions contro lo Slavia Praga, la partita che, sulla carta, l’Inter deve assolutamente vincere per indirizzare nel modo giusto un girone che sarà poi reso più arduo dai match con Barcellona e Borussia Dortmund. Conte sta valutando se lanciare l’austriaco Valentino Lazaro: finora il tecnico ha variato difesa, centrocampo e attacco, mentre sulle fasce hanno giocato sempre Candreva e Asamoah.

Lazaro si è fatto male a inizio ritiro e ha perso tutta la preparazione. Conte ha spiegato che il giocatore deve essere catechizzato tatticamente, ma prima o poi dovrà gettarlo nella mischia per non spremere Candreva. Da capire anche le condizioni di Lukaku e Politano: il primo contro l’Udinese ha giocato con un fastidio alla schiena per un problema accusato nel riscaldamento («per questo non è stato brillantissimo », il commento di Conte), mentre Politano è uscito per un colpo al polso. Ieri entrambi hanno lavorato a parte – come tutti i titolari di sabato sera -, oggi si capirà meglio. Di sicuro Conte dovrebbe reinserire nell’undici di partenza Vecino e Lautaro Martinez, entrambi inizialmente risparmiati con i friulani perché reduci dalle gare in nazionale al di là dell’Atlantico; mentre D’Ambrosio potrebbe far rifiatare in vista del derby uno fra Godin

L’Inter, reduce da una vittoria conseguita lo scorso sabato 14 settembre sull’Udinese per 1-0 con la rete di Stefano Sensi, adesso si prepara ad affrontare domani sera lo Slavia Praga. Sarà per la squadra nerazzurra la gara d’esordio di Champion League valida per la prima giornata dei gironi della massima competizione europea, ovvero Champions League. I nerazzurri si sono allenati anche oggi ad Appiano Gentile, in attesa del grande appuntamento di domani. Durante l’allenamento di oggi, coloro che hanno giocato sabato contro i bianconeri a San Siro hanno effettuato un lavoro di scarico mentre tutti gli altri hanno fatto un riscaldamento in campo, poi un torello e poti tanta tattica ed infine partitella a campo ridotto. I nerazzurri vogliono partire nel migliore dei modi anche in Champions League.

La partita, valida per la prima giornata del girone F di Champions League 2019/2020 si giocherà domani martedì 17 settembre alle ore 18.55 allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro di Milano. Non ci sono purtroppo dei precedenti tra queste due squadre, ma il confronto di domani sera sarà inedito sia per l’una che per l’altra squadra. In generale, i numeri in Champions League sembrano essere stati favorevoli alle formazioni italiane contro le squadre della Repubblica Ceca ed in soli 12 incroci, le squadre italiane hanno ottenuto ben 5 vittorie e 5 pareggi, perdendo soltanto in due occasioni.

Possibili formazioni

L’Inter capitanata da Antonio Conte ha iniziato il suo campionato davvero nel migliore dei modi e si trova in testa alla classifica con punteggio pieno, vincendo le tre partite contro Lecce, Cagliari e Udinese. Adesso però i nerazzurri vogliono fare ottimi risultati anche in Champions League, partendo con la partita di domani che in teoria è la più abbordabile di tutto il girone, dove si trova anche il Barcellona ed il Borussia Dortmund. Anche lo Slavia Praga però sta godendo di un momento di grande entusiasmo e si trova in testa alla classifica del campionato ceco dopo 9 giornate. Per l’Inter il giocatore più atteso è Romelu Lukaku, protagonista già in campionato ed alle prese con qualche disturbo alla schiena. Occhi puntati anche su Stefano Sensi, il vero uomo in più dell’Inter. Riguardo lo Slavia Praga, particolare attesa per Abdulla Yusuf Helai.

Dove e come vedere la partita

La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno HD e Sky Sport 252. Inoltre, si potrà guardare il match anche in streaming Sky Go. La telecronaca sarà affidata a Massimo Marianella e Luca Marchegiani.

Quando i soldi sono ben investiti. Certo, siamo al 16 settembre, si sono giocate solo tre gare di campionato e c’è ancora davanti l’intera stagione, ma oggi in casa Inter si sfregano le mani per l’acquisto di Stefano Sensi. Un affare, anzi, un affarone se il centrocampista di Urbino, cresciuto in Romagna, si confermerà sui livelli attuali. Perché Sensi in tre partite è sempre stato il migliore dell’Inter, prendendo su “Tuttosport” tre 7.5 consecutivi: bellissimo gol contro il Lecce (2-0, quello che di fatto ha chiuso il match) dopo uno slalom al limite dell’area, ruleta alla Zidane per procurarsi il rigore con cui Lukaku ha steso il Cagliari e infine lo straordinario gol di testa in tuffo contro l’Udinese.

Nei 9 punti nerazzurri c’è sempre stato lo zampino di Sensi. E come detto, i soldi sono stati finora ben investiti: l’Inter, infatti, ha prelevato il 24enne centrocampista dal Sassuolo con la formula del prestito con diritto di riscatto. Circa 3 i milioni investiti per il prestito oneroso, “pagato” con il trasferimento del terzino Marco Sala ai neroverdi (che l’hanno poi girato in prestito all’Entella in B). Il diritto di riscatto è fissato a 25 milioni, con 5 di bonus. In totale, un potenziale investimento di 33 milioni, ma se le premesse saranno queste, nessuno all’Inter si potrà lamentare. Anzi.

NON SOLO VICE BROZOVIC Chi forse oggi si sta pentendo o comunque rimpiange di non aver insistito col Sassuolo per trovare una formula più idonea alle proprie esigenze di cassa, è il Milan. I rossoneri avevano in pugno Sensi fin dallo scorso inverno. Leonardo aveva trovato un’intesa sui 25 milioni, poi il Sassuolo a giugno ha chiesto qualcosa di più, al Milan è cambiata la dirigenza (promosso Maldini e dentro Boban con Leonardo via) e pure le basi dell’accordo sono state messe in discussione, con i rossoneri non più convinti di spendere oltre 30 milioni, se non con un prestito magari biennale. Formula non gradita al Sassuolo e così l’Inter si è fiondata sul giocatore, sfruttando gli ottimi rapporti fra Marotta, Ausilio e l’ad emiliano Carnevali. In più, a spendersi per Sensi, pare sia arrivato anche il parere di Oriali che durante la scorsa stagione aveva avuto modo di conoscere il ragazzo in nazionale. E adesso chi gongola è Conte, l’ultimo tassello della catena di montaggio nerazzurra, ma probabilmente anche quello più importante. Sensi, infatti, è stato preso dall’Inter per essere il vice Brozovic, ma il ritardo nell’acquisto di Barella ha spinto il tecnico a provare il giocatore nel ruolo di mezzala sinistra durante il ritiro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

CAMBIATO IL CIP E Conte, a sentire le parole di Sensi a Sky ieri pomeriggio, ha avuto probabilmente anche un altro merito: «Ho lavorato sodo e forse sto recuperando i primi anni di Serie A che mi sono lasciato indietro per qualche errore mio. Per avere la mentalità che ho adesso mi sono serviti gli sbagli degli anni passati, non ero il professionista che sono ora – ha spiegato Sensi, facendo intendere come pure la rigida dottrina di Conte ha avuto effetti benefici sul suo essere giocatore -. Adesso ho la testa solo sul calcio, riposo, mangio bene, cerco di dare sempre il meglio di me in campo, ascolto. Credo che siano cose fondamentali per avere la testa giusta». Fondamentale, ovviamente, l’aver trovato anche Conte: «Credo che il mister sia uno dei migliori allenatori al mondo – ha aggiunto Sensi -. Se non hai queste qualità te le porta lui. Solo averlo in panchina ti alza la tensione, ti dà quella tensione giusta che ti serve per dare il massimo in campo». E puntare, perché no, a traguardi fino a qualche mese fa impensabili: «Noi pensiamo a vincere partita per partita, abbiamo il dovere di provarci fino in fondo».

Il derby cinese di Champions League tra Inter e Slavia Praga richiama Zhang Jindong a Milano. Oggi il proprietario nerazzurro arriverà a Milano, a quasi due anni e cinque mesi dall’ultima visita, andata in scena a fine aprile 2017. Il fondatore di Suning era stato in Italia lo scorso marzo, ma l’unica tappa era stata a Roma in occasione dell’incontro bilaterale per la firma dell’accordo economico della Via della Seta tra il nostro Paese e la Cina. L’agenda di Zhang senior conferma che è proprio la partita con lo Slavia Praga il centro calcistico del suo programma milanese. Infatti difficilmente l’imprenditore cinese resterà in città fino al derby di sabato sera. Vista dall’Estremo Oriente è davvero strategica questa partita nella massima competizione internazionale per club tra due club a proprietà cinese. Lo Slavia Praga ora è controllato da Sinobo Group, fondo di investimento immobiliare, che ha acquistato il club ceco nel novembre 2018. Ultimo passaggio di una doppia catena di cessioni tra società del gigante asiatico. La prima a entrare in azione, nel 2015, è stata l’azienda privata Cefc Energy che due anni dopo si è fatta da parte cedendo le sue quote a Citic Group, istituto finanziario statale protagonista anche di altri investimenti nel settore calcistico (tra questi, una partecipazione di minoranza nel Manchester City). Da quasi un anno tocca a Sinobo che ha già iniziato a intervenire anche con alcune migliorie sullo stadio dello Slavia (ritocchi, non rifacimenti sostanziali, perché lo stadio è moderno). Per Zhang Jindong questa visita milanese avrà una componente calcistica. Oggi il proprietario interista (insieme al figlio Steven) andrà alla Pinetina dove parlerà con lo staff tecnico guidato da Antonio Conte e con i dirigenti del club. Domani vedrà la nuova sede interista inaugurata a giugno e poi, nel tardo pomeriggio, sarà in tribuna a San Siro per la sfida con lo Slavia. Ma in queste giornate milanesi ci sarà spazio anche per appuntamenti di natura commerciale. Da questo punto di vista Zhang proseguirà nel ruolo di ponte tra Italia e Cina esemplificato a marzo dalla sua presenza nella delegazione del governo cinese a Roma. L’obiettivo è individuare aziende italiane che possano trovare canali interessanti nel gigante asiatico, non solo nei centri commerciali.

Un anno fa di questi tempi (era il 18 settembre) Lautaro Martinez, causa infortunio al polpaccio, assistette alla rimonta della “garra charrua” sul Tottenham da spettatore. Stasera, come prova la scelta da parte dell’Inter di collocare il suo faccione nei manifesti della partita, sarà il protagonista più atteso. In 365 giorni è passata un’era geologica. La sua prima Champions è liofilizzata in 53 minuti passati in campo: panchina a Eindhoven, mezz’ora finale al Camp Nou al posto di Borja Valero, ultimi cinque minuti per Brozovic nel match di ritorno con i blaugrana, altra panchina con il Tottenham e infine venti minuti abbondanti nel disperato tentativo di segnare il gol qualificazione al Psv. Sei partite di cui rimangono due ricordi: il “Cagon” (fifone, in argentino) postato su twitter di papà Mario nei confronti di Luciano Spalletti “reo” di non aver mandato in campo il figliolo a Wembley e il gol sbagliato di testa da Lautaro con gli olandesi proprio sui titoli di coda di Champions. STIPENDIO GIÀ TOP Così, anche se oggi si stenta a crederlo visto che Martinez – nel frattempo – è diventato pure titolarissimo nell’Argentina, stasera il Toro farà il suo esordio da titolare in Champions. Ci arriverà con un curriculum rimpinguato dai tre gol rifilati al Messico nell’ultima partita con l’Albiceleste e con la certezza di essere ormai al centro del pianeta Inter, con la società che ha già provveduto ad adeguargli l’ingaggio al nuovo status raggiunto (ora l’argentino percepisce già 2,5 milioni a stagione) e che nei tempi opportuni vedrà pure prolungato fino al 2024 il contratto in essere, come sottolineato da Piero Ausilio prima della gara con l’Udinese: «Il rinnovo non è un problema, Lautaro è un ragazzo molto giovane e ha quattro anni di contratto. Ci sono diritti e doveri, lui ha il dovere di dare il massimo in campo, per il contratto ci sarà tempo». A fine ottobre, Beto Yaque, procuratore dell’argentino, sarà comunque a Milano per riprendere il filo del discorso da dove si era interrotto nell’incontro di fine agosto con il club, ma il fatto che l’Inter abbia già provveduto a riparametrare l’ingaggio di Martinez in base a quanto fatto nella prima stagione nerazzurra, lascia tutti tranquilli. Piuttosto c’è la volontà da parte del club di ridiscutere la clausola da 111 milioni presente nell’accordo, una prassi che negli anni in bianconero non era mai andata a genio a Beppe Marotta, ma – pure in questo caso – c’è tempo e ci sarà modo di trovare un punto d’incontro. SGOMMA LAZARO Rispetto alla gara con l’Udinese lo spartito dovrebbe variare in altri tre elementi. Facile pensare che Diego Godin possa essere tenuto a riposo a favore di Danilo D’Ambrosio, anche in ossequio all’atteggiamento tattico dello Slavia che dovrebbe sconsigliare l’utilizzo di tre centrali puri. A centrocampo rientrerà Matias Vecino, destinato a dare più fisicità al reparto, qualità necessaria soprattutto in Europa. La novità più consistente potrebbe essere però l’esordio di Valentino Lazaro dal 1’. L’austriaco deve affinare alcuni automatismi a livello difensivo però quella di stasera sembra la partita migliore per testarne i progressi. Nonostante l’infortunio alla coscia destra patito a Singapore abbia rallentato il suo ambientamento, Lazaro si allena con Antonio Conte pur sempre dal primo giorno di ritiro a Lugano. Lo stesso non si può dire per Cristiano Biraghi destinato, almeno secondo quanto sottolineato dall’allenatore, a un ulteriore periodo di apprendistato: «Da un punto di vista fisico ha raggiunto un buon livello. Mi preoccupa più l’aspetto tattico perché ci vuole tempo per entrare in determinate situazioni e questo avviene solo allenandoti: per noi è fondamentale avere tutti i giocatori dentro l’idea, basta un giocatore fuori dall’ingranaggio ed è un problema»