Meghan Markle, a quattro mesi dal parto si riprende la scena

Cinque cucchiai di yogurt prima dei pasti. Più dodici chilometri di corsa. E poi lo yoga e le fibre a colazione e, certo, verdura a volontà e stop allo zucchero. Ma è il binomio yogurt-corsa la ricetta segreta che ha permesso alla duchessa di Sussex di perdere numerose tacche della bilancia, addirittura 12 chili, da quando è nato Archie Harrison, il 6 maggio scorso. La ricetta miracolosa è stata confessata al Telegraph dalla sua creatrice: Gabriela Peacock, nutrizionista, consulente alimentare di Meghan nelle settimane precedenti il matrimonio.

Il risultato è notevole e lì da vedere. Nella sua prima uscita pubblica post maternità, il 12 settembre, la duchessa ha mostrato la ritrovata forma azzardando, con successo, un paio di pantaloni neri piuttosto aderenti, e una camicia bianca, abbinati a cintura e scarpe marroni. Un look essenziale, come la capsule collection che in quell’occasione ha presentato. Finalmente, dopo mesi di indiscrezioni sui capi che la duchessa stava disegnando, questi sono stati mostrati alla stampa. Si tratta di un’iniziativa benefica voluta da Meghan per sostenere Smart Works, un’associazione britannica che raccoglie abiti invenduti o dismessi per destinarli alle donne indigenti che debbano affrontare un colloquio di lavoro. Missione che inquadra i vestiti non solo come un orpello futile, ma come mezzo estetico per garantirsi un sostentamento.

Lodevole dunque, ma con un vulnus non da poco: gli scarti degli altri aiutano nella sopravvivenza, ma quasi mai valorizzano davvero chi vuole tornare a integrarsi nella società. «La prima volta che ho fatto visita a Smart Works mi sono resa conto che cera in magazzino una sovrabbondanza di blazer lilla», ha detto Meghan nel discorso di presentazione. «Non fraintendetemi: sono sicura che molte donne cercano esattamente quel capo per un colloquio. Ma la maggior parte di noi, quando si deve scegliere cosa indossare per un incontro che forse ci cambierà la vita, desidera qualcosa che ci valorizzi, e non un avanzo invenduto di un negozio o dismesso dall armadio di un’altra. Essere a proprio agio nella professione: anche così la vita ricomincia». Da qui la decisione di disegnare un mini guardaroba chiamato Smart Set e realizzato con quattro marchi che hanno provveduto alla produzione. Sono cinque capi in tutto: un abito in crèpe con manica a tre quarti, scollo rotondo, lunghezza al ginocchio, disponibile in blu elettrico e nero, di Marks&Spencer da 29,50 euro; una borsa tipo shopper, color cuoio o nera, con ampi manici e tracolla, di John Lewis & Partners, da 125; camicia bianca di taglio maschile di Misha No- noo, da 113; giacca (da 122 euro) e pantaloni sigaretta (da 136), entrambi neri, di Jig Saw.

I capi sono in vendita sui siti dei brand e per ogni abito o accessorio acquistato uno uguale verrà donato all’associazione londinese. Dopo tanti flop d’immagine della duchessa, ecco finalmente un’iniziativa che rispecchia Meghan alla perfezione sotto due profili. Quello dello stile, anzitutto: questi abiti si potrebbero trovare nel suo guardaroba. E infatti, da navigata esperta di comunicazione qual è, la duchessa ha presentato la collezione indossando la camicia bianca e i pantaloni neri (mentre la cintura di nappa è di Ralph Lauren e i tacchi di Manolo Blahnik), ma anche alcuni accessori preziosi che non sono sfuggiti agli osservatori più attenti. Parliamo degli orecchini a farfalla, in oro giallo e brillanti, e del bracciale Tubogas presumibilmente Bulgari entrambi appartenuti a lady Diana.

Un tributo di stile e di sostanza, come a rimarcare quel continuum tra suocera e nuora nel tenere alta l’attenzione verso le persone che versano in difficoltà. Donne, in particolare. E qui veniamo al secondo aspetto, sostanziale, della buona riuscita della campagna: la vicinanza della duchessa al mondo femminile. Un impegno che risale al 1993, quando la piccola Meghan scrisse una lunga lettera all’allora first lady americana, Hillary Clinton, denunciando la campagna pubblicitaria di un detergente per stoviglie. Il claim recitava pressapoco: “Ehi tu, donna. Con questo detersivo ti sentirai finalmente realizzata”. La lettera della piccola signorina Markle fu talmente dirompente che la pubblicità venne presto cancellata dagli espositori. Femminista: l’ex attrice tiene tanto a questa qualifica da averla voluta scritta nero su bianco persino nella sua biografia ufficiale sul sito di casa Windsor, una delle sue numerose violazioni protocollari, dato che un’altezza reale non dovrebbe mai esprimere pubblicamente il proprio orientamento politico.

Ma tant’è. Meghan d’altra parte è uno dei pochi membri femminili della dinastia regnante (l’altra è Sophie di Wessex, moglie del principe Edoardo, che ha un passato nel marketing) a conoscere il significato della parola lavoro. Scaltra è stata a unire la sua passione per la moda, la beneficenza e il tema dell’occupazione femminile, critico a tutte le latitudini. Una campagna azzeccata, dicevamo, che punta a rimetterla in gara nella corsa alla duchessa più amata dai britannici, titolo ora saldamente nella mani di Kate.

La quale sta vivendo una vera e propria seconda luna di miele con gli inglesi. Negli ultimi mesi ha risalito la china del consenso, un po’ perché i sudditi l’hanno immediatamente stretta in un abbraccio ideale dopo le voci del presunto tradimento consumato da William con la contessina Rose Hambury, un po’ perché il confronto con la cognata hollywoodiana, tutta spese pazze e capricci, l’ha resa, agli occhi dell’opinione pubblica, una sorte di vestale della buona creanza targata terzo millennio. E le ultime notizie che la riguardano non possono che accrescere ulteriormente la sua fama: sarebbe in attesa del quarto figlio, dettaglio che la avvicinerebbe ancor di più alla sovrana Elisabetta. Anzi, andrebbe abrogato il condizionale, visti i tre indizi enumerati dai giornali inglesi. I primi due balzano all’occhio: la nuance dei capelli e il punto vita.

Non che le sfumature tricologiche svelino, in sé, lo stato interessante ma, cronache alla mano, ogni volta che Kate è stata in procinto di annunciare un’attesa ha tagliato i capelli o li ha schiariti, come è avvenuto stavolta, basta gettare un occhio alle fotografie che la immortalano al festival botanico che ha patrocinato nel Surrey. Evento per il quale, secondo indizio, la duchessa ha scelto un abito a fiori della fidata Emilia Wickstead, con cintura alta che ne ha messo in risalto un inedito pancino, dato il ventre solitamente molto piatto di Kate. E poi ci sono le voci di corridoio. Quello scolastico, in questo caso. Sembra che quella chiacchierina di Charlotte, appena entrata alla Thomas’s Battersea School, si sia subito lasciata andare a confidenze
con i compagni di scuola: «Sapete, a me sta arrivando una sorellina». E dai
corridoi di scuola si è passati subito alle Homepage dei siti di mezzo mondo. Per Kate questa quarta nascita sarebbe un ulteriore pienone di consenso, quasi una consacrazione. E per la famiglia reale un raggio di sole nella tempesta della Brexit.