Gigi, ma che cosa cazzo stai dicendo?

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Gigi Buffon si sfoga a fine gara contro l’arbitro di Real-Juve, dimenticando forse però il passato: magari una rinfrescata gli farebbe bene

Gigi ha forse la memoria corta: possiamo capirlo vista l’età che ha, magari qualche dimenticanza capita. Vogliamo pensare che sia solo un disturbo mnemonico, perchè il fatto che a dire (ma soprattutto a fare) determinate cose in passato sia stata un’altra persona è una soluzione assai azzardata. Non è da scartare l’ipotesi “coerenza” che a volte, quando fa più comodo, viene spesso lasciata per strada.

Buffon lo smemorato

Il teatrino messo in scena ieri davanti alle telecamere di Premium Sport da parte di Buffon è stato patetico. No, ma senza offesa eh, ci mancherebbe, ma mi sono sembrate proprio un aggrapparsi alla scusa più vecchia del mondo (torti arbitrali) per uscire con la faccia pulita dal Bernabeu. Ma la faccia, caro il mio Gigi, te l’eri già sporcata in passato: quando tu quindi parli, a mo’ di libro cuore, di “bidone dell’immondizia al posto del cuore”, pensa a cosa avevi tu quando il pallone di Muntari aveva varcato nettamente la linea in quel famoso Milan-Juve del 25 febbraio del 2012. Oppure vai ancora più indietro con la mente e pensa a come era il tuo cuore quando nel 2005 la tua amata Juventus è stata retrocessa, il tuo amato dirigente Moggi accusato di combine arbitrali e la tua amata squadra si è vista revocare ben 2 scudetti: lì come era il tuo cuore? Dove stava quel palatino della giustizia lindo e punto che ieri, quasi in lacrime, chiedeva pietà dopo un rosso per chissà cosa gli avevi proferito all’arbitro (sbagliando). Si, perchè può anche non esserci il fallo di Benatia su Vazquez, ma tu, dall’altro della tua esperienza, non puoi perdere le staffe così. E, soprattutto, non puoi accusare un arbitro di non avere cuore quando c’è un regolamento che (pare strano dirlo a uno che spesso non lo ha rispettato) va seguito. So che magari posso sembrare duro verso di te, ma sappi che io ti ho sempre ammirato e rispettato in campo, ma fuori sei sempre stato un mezz’uomo, come quella volta in tabaccheria, o quell’altra sempre in ambito di combine, dove tu stesso (pensa, proprio te dal pavido cuore immacolato) pronunciasti la famosa frase (di gusto alquanto discutibile poi): “Meglio due feriti che un morto”, facendo passare il messaggio più sbagliato al mondo, ovvero quello di accontentare tutti senza che nessuno si faccia del male. 

Ah, quasi dimenticavo: ricordi anche i famosi Juve-Roma (quasi tutti allo Stadium, ma guarda un po) in cui i romanisti si lamentavano (a torto o a ragione, non sto qui a sindacare) di presunti torti arbitrali subiti? Ecco, ricordi le tue parole all’epoca? “Alibi per perdenti” dicesti, pensa. Bene, allora, se tanto mi dà tanto, ci siamo sbagliati tutti fino ad ora, perchè ieri hai lasciato da perdente: per molti eri un esempio, ma ieri, caro Gigi, sei caduto veramente in basso e la tua immagine non meritava questa fine.

Benatia, e ora?

Caro Medhi, non mi sono dimenticato affatto di te. Tu che parli di “stupro” (altra immagine di una volgarità e di un mal costume osceno) descrivendo il torto arbitrale subito, dovresti ricordare cosa dicesti dopo i primi mesi in bianconero, dopo che dalla Roma passasti alla Juventus 3 anni fa, ricordi? “È questo che la gente in Italia non capisce, si chiedono quale sia il motivo delle vittorie della Juventus senza però chiedersi come lavoriamo. Io lo so bene perché prima ero dall’altra parte, alla Roma. Quando vedevo la Juve vincere dicevo: ‘Sì, ma la Juve non gioca bene. Vince sempre perché l’arbitro…’ Queste sono le scuse dei perdenti. Ah, quindi abbiamo trovato un altro perdente. Bene, bene, della serie “chi cerca trova insomma”.

Agnelli e il VAR

Agnelli ora vuole il VAR. Ma dai. Eppure, in questi mesi sul VAR se ne sono dette di tutti i colori: inutile, superfluo, addirittura dannoso. Sottolineando solo ed esclusivamente i pochi episodi controversi piuttosto che le tante questioni risolte proprio grazie all’ausilio tecnologico. Tutti all’attacco, tutti contro il VAR.

Così Buffon il 26 agosto, dopo Juventus-Genoa 4-2: “La VAR non mi piace, sembra di giocare a pallanuoto. Non ci si può fermare ogni tre minuti. È qualcosa che ti toglie il feeling della partita, il piacere di giocare”.

Una posizione sicuramente di buonsenso, certo, ma se non ci fosse stato quell’episodio ieri? Troppo comodo portare ora l’acqua al tuo mulino caro Agnelli, anche se c’è da dire che un detto non sbaglia mai: solo gli stupidi non cambiano mai idea. Spero per te che tu non lo sia

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