A Bologna per continuare a costruire una cosa importante: la mentalità

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Roma, 9/3/2018. Stadio Olimpico. Roma-Torino

Due settimane di sosta in cui si è parlato solo ed esclusivamente del match contro il Barcellona: ma la mentalità giusta e le certezze di una squadra si costruiscono anche in altre sfide, come quella di domani

Vincere per restare davanti

“Voi sentite la pressione, io no. Ora c’è il Bologna da affrontare. Mantenere la nostra posizione di classifica è importante. Loro cercheranno di fare del loro meglio, sebbene siano tranquilli in classifica”. Risposta chiara quella di Eusebio Di Francesco ad una domanda su come avesse reagito la squadra in relazione alla partita col Barcellona. Si pensa una gara alla volta, la priorità è sempre la prossima partita. Sarebbe sbagliato, soprattutto in questo momento, fare qualcosa di differente: il momento della stagione è cruciale, le partite sempre meno, i punti in palio anche. E la Roma oggi è davanti a Lazio e Inter (che in settimana recupererà il derby contro il Milan) e per rimanerci domani deve vincere. Anche perché se i giallorossi vogliono continuare a vivere le nottate europee della coppa più prestigiosa, devono arrivare fra le prime 4.

La famosa mentalità vincente passa da queste partite

Ci si riempie spesso la bocca con la parola “mentalità”. Viene usata un po’ da tutti e a volte un po’ a caso. Cosa è la mentalità nel calcio, o meglio la mentalità vincente?  Tanto lavoro quotidiano, personalità positiva, da rafforzare partita dopo partita e allenamento dopo allenamento come singoli e di conseguenza come gruppo. Capacità di non mollare, avere in testa un pensiero fisso: la vittoria. Sviluppare l’abitudine a portare a casa il risultato nei giorni migliori ma soprattutto in quelli peggiori. Quante volte questo aspetto è stato oggetto di critica in merito alla Roma? Innumerevoli, e non solo quest’anno, sembra essere quasi un difetto cronico, una mancanza quasi impossibile da colmare. Così non è. La mentalità si può costruire, col lavoro dell’allenatore, coi giocatori giusti e con la voglia di tutti. Ma non può prescindere da una cosa fondamentale: la ricerca costante del risultato. Senza quello si perde tutto, cala la motivazione, e si ricomincia nel circolo vizioso negativo che non porta a nulla di buono. Questa squadra sta costruendosi la sua mentalità vincente: per continuare a farlo, domani a Bologna, servono i tre punti.

Un tour de force per fare l’ultimo salto

Bologna, Barcellona, Fiorentina, Barcellona, Lazio. Questo il menù giallorosso nelle prossime due settimane, roba da cuori forti. In 15 giorni la Roma si gioca un pezzo importante di presente ma anche una fetta di futuro. Non conta solo vincere, soprattutto contro il Barcellona sarà, oggettivamente, molto difficile. Conta anche avere il modo e l’atteggiamento giusto al momento di scendere in campo. Contro lo Shakthar la Roma ha dimostrato di poterlo fare, non resta che proseguire su quella rotta, perché è quella giusta. Il cammino europeo di questa stagione ha dimostrato che questa squadra può sedersi al tavolo dei grandi: a prescindere da come finirà l’annata, resterà questa piccola eredità da non disperdere, a partire dal prossimo anno.

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