La rabbia di essersi smarriti, la gioia di ritrovarsi

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Dalla rassegna stampa di oggi vi proponiamo un articolo de La Gazzetta dello Sport a firma di Cecchini che analizza le parole di Monchi nel prepartita insieme a quelle postpartita di Di Francesco. La Roma si è ritrovata?

Monchi veggente, Di Francesco vince e si rammarica

Il Premio Preveggenza va a uno che lo stima davvero. «Sono convinto che sia pronto per continuare la strada che volevamo prendere a inizio stagione». Parole e musica del d.s. Monchi che – prima di una partita apparentemente impossibile – difende Eusebio Di Francesco dai borbottii del mondo giallorosso. Ma se pensate che questo plachi l’allenatore abruzzese, non lo conoscete bene. «Mi fa rabbia una partita del genere pensando a come ci siamo smarriti in tante occasioni durante la stagione. Segnare 4 gol al Napoli non è facile. È la squadra che gioca meglio in Italia e invece abbiamo dimostrato che ci siamo fisicamente e tatticamente, ma è un rammarico averlo dimostrato soltanto ora. Potevamo farlo prima, ma la responsabilità è stata anche mia. Stavolta invece ho visto disponibilità e compattezza, ricevendo una risposta importante. Spero che la crisi sia finita, ma non ci dobbiamo accontentare. Adesso almeno qualcuno a Roma non scambierà la mia disponibilità con mollezza. Questa squadra è da zona Champions e può arrivare ai quarti di finale. Solo col Chelsea abbiamo fatto meglio che col Napoli, anche se il secondo gol, a 18 tocchi, è stato da Napoli. Io sono sempre orgoglioso di essere l’allenatore della Roma e di rappresentarla sempre. In questo periodo mi sono preso tanti demeriti e allora mi prendo almeno il merito di aver ricompattato l’ambiente e dato identità alla squadra. Ai ragazzi ho detto che non andavamo a fare una passeggiata perché abbiamo le armi per fare male. Tutti avrebbero fatto una partita di attesa, ma non è la mia idea di calcio. E quando si sceglie un allenatore si scelgono le sue idee, altrimenti meglio scegliere altro».

Detto che De Rossi è uscito per una distorsione alla caviglia («lo valuteremo»), resta da santificare il ritorno di Dzeko. «Mi ha dato una grandissima risposta. L’ho stimolato molto in questa settimana e lui è molto intelligente. Ha capito che doveva fare qualcosa di più per la squadra e si è sacrificato: questa è la cosa che mi è piaciuta di più di Edin. Magari ogni tanto si ferma in partita quando non riesce una giocata o non gli arriva la palla come vuole, però ha qualità tecniche impressionanti. Io non ho mai visto un giocatore così strutturato e così tecnico, è simile a Ibrahimovic anche se lo svedese è più cattivo». In una notte così, però, è facile accontentarsi.

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