“Grazie a tutti, mi dimetto”

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E’ tutto vero, l’Italia dopo 60 anni è fuori dai Mondiali. Niente Russia 2018. Decisiva la sconfitta a Solna con la Svezia e lo 0-0 al ritorno a San Siro. Lasciano i senatori De Rossi, Buffon e Barzagli, ancora in forse invece il futuro di Chiellini. Una cosa ad ora è certa, a non lasciare è il ct Giampiero Ventura

“Grazie a tutti, mi dimetto”

Quando dopo un’ora e più dal fischio finale della gara, Giampiero Ventura è arrivato davanti ai giornalisti che lo attendevano in sala stampa, tutti, ma davvero tutti, si aspettavano che senza neanche bisogno di chiederglielo, l’ex allenatore del Torino avrebbe esordito con un: “Grazie a voi, ai ragazzi, ai tifosi, oggi è la fine di un ciclo ed io ho fallito, mi dimetto”. E invece a domanda della stampa Ventura ha risposto: “Bisognerà mettersi a tavolino e parlare, ad ora non ho dato alcuna dimissione, bisogna confrontarsi”. Caro Giampiero, è vero, noi italiani non siamo poi tanto abituati a perdere quando si tratta di Nazionale e prima di mandare giù questo boccone amarissimo ci vorrà del tempo. Quello che stona forse ancora di più dell’eliminazione sono proprio le tue parole. Non c’è bisogno di alcun confronto, c’era solo bisogno di dimettersi, lì, seduta stante, perché come l’abbiamo noi, sono sicuro che anche tu avrai la percezione di non aver compiuto un buon lavoro. Non saresti stato il primo e non saresti stato l’ultimo. Di dimissioni in conferenza stampa post partita ne abbiamo viste diverse, da Lippi (che ha portato l’Italia ad essere campione del mondo) fino ai tecnici delle nostre squadre, come ad esempio Mancini ai tempi dell’Inter.

Un fallimento di tutti

Le colpe in questa clamorosa esclusione dai mondiali hanno parecchi padri. Ventura ne ha una buona fetta e la stessa quantità, se non di più, la spartisce con Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, personaggio resosi discutibile da solo, già prima del suo insediamento, con quelle frasi su donne e neri che ancora oggi aprono a punti di riflessione su quanto figure come la sua siano o meno idonee per il nostro calcio. Ecco, anche da Tavecchio, proprio come Ventura, molti si aspettano delle spiegazioni, come minimo. Per l’ennesima volta, proprio quando le squadre di club italiane sembrano stare al passo con il resto d’Europa, seppur senza poter contare su portafogli infiniti come le squadre spagnole ed inglesi, ecco la stangata che ci ridimensiona tutti. I giocatori avranno la loro parte di colpe, questo non è in dubbio, ma se ci fermiamo a riflettere sui nomi a disposizione, probabilmente tutti saremo concordi nel dire che sulla carta l’attuale Nazionale è forse più forte di quella che ci ha fatto brillare gli occhi agli Europei. In quel caso il ct era Antonio Conte. Ci piace pensare, e non perché si cova una rabbia o antipatia nei loro confronti, ma perché crediamo sia giusto, che Ventura e Tavecchio rassegnino nelle prossime ore le proprie dimissioni, per fare in modo che dopo aver raso al suolo il calcio di una intera nazione, si possa rifondare, con soggetti sicuramente più consoni.

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